Publiacqua, niente euro per i rimborsi
di Maurizio Bologni

Per anni abbiamo pagato la tariffa per la depurazione senza essere tenuti a farlo visto che i reflui dell´acqua usata per lavarci e cucinare finivano nell' Arno, senza essere depurati. Di questo ne subiscono le conseguenze trecentomila fiorentini: tutti quelli sulla riva sinistra dell´Arno, parte degli abitanti di Scandicci, altri nella piana. Se assieme facessero partire delle azioni giudiziarie, queste travolgerebbero Ato 3 Valdarno e Publiacque, creerebbero problemi seri al bilancio del Comune di Firenze. Tutto ciò è conseguenza di una sentenza pronunciata a ottobre dalla Corte Costituzionale: il verdetto ha stabilito che chi non gode della depurazione non può pagare questo servizio sotto forma di tariffa, cosa che invece hanno fatto per anni il 25% dell'oltre un milione di cittadini Ato3-Publiacqua. A tutti loro vanno restituiti i soldi anche se non li chiedono espressamente.
Ato 3 e Publiacqua sono corsi ai ripari: nella bolletta di marzo chi ha pagato senza essere tenuto a farlo riceverà indietro i soldi, in totale 1,5 milioni di euro, pagati fino alla fine del 2008 a partire da quel 15 ottobre quando è stata pronunciata la sentenza, mentre dall´inizio del 2009 chi non gode dal servizio di depurazione non paga più. Ma se Ato, Publiacqua e Comune dovessero restituire i soldi del passato, come li obbliga a fare la sentenza, finirebbero nei guai finanziari. Dice il presidente dell´Ato 3 Valdarno Giovanni Del Vecchio: «I soldi delle tariffe sono stati investiti, noi non ne abbiamo più per nessuno, il Parlamento sta discutendo una legge che ci deve togliere da questa situazione».
L´Ato, insomma, non restituisce i soldi del passato. Però trema. Perché se i cittadini si arrabbiano... Il loro diritto alla restituzione è ad oggi pieno ed esigibile in base al verdetto della Corte Costituzionale. Per quanto riguarda il territorio dell´Ato 3 Valdarno, si calcola che ogni anno siano stati incassati 8 milioni di euro pagati da oltre 300.000 cittadini (corrispondenti a 80.000 contratti di utenza) che invece non sarebbero stati tenuti a quell´esborso perché non godevano del servizio. Se la restituzione dovesse, come si ritiene, essere retroattiva di dieci anni, ovvero da quando si è passati dal pagamento della «tassa» a quello della «tariffa», gli utenti dovrebbero riavere indietro almeno 80 milioni di euro. Che fanno in parte carico ad Ato-Publiaqcua, dal 2002 ad oggi. Ma tra il 1999 e il 2002 la tariffa per la depurazione delle acque l´hanno incassata Palazzo Vecchio e gli altri Comuni della piana, che quindi sono tenuti alla restituzione per la loro parte. Per Palazzo Vecchio il salasso sarebbe pesante considerando che fino al 2002 Firenze non aveva il depuratore.
Un pasticciaccio brutto. «Il Parlamento deve toglierci da questo impiccio» ripete e confida Del Vecchio. «Potremmo restituire tutti quei soldi soltanto aumentando a dismisura e in modo insostenibile le future tariffe a carico di chi gode del depuratore. Sarebbe un paradosso: chi non inquina pagherebbe in quantità multipla anche per gli altri».



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